Gentilissima dottoressa buongiorno.

Mi chiamo Sara e la mia situazione è questa: io e mio marito ci siamo appena separati e da un mese viviamo in case diverse; abbiamo due bambini Tommaso (5 anni) e Letizia (3 anni). Mentre quest'ultima non ha subito apparentemente alcun disagio dalla nostra decisione, il primo (abituato ad avere sin dalla nascita mamma e papà sempre a casa, in quanto avevamo uno studio e lavoravamo insieme da casa) è visibilmente provato: si aggira sembrando uno zombie, non sorride, non mangia, parla poco...Non è da lui, è sempre stato un bambino vivacissimo! Ovviamente quando gli si chiede che cos'ha si mette a piangere e dice che vorrebbe essere con il papà (se è con me) o con me (se è con il papà), e nonostante le nostre coccole e tutti i nostri dolcissimi discorsi, lui dice che non vuole stare O con il papà O con la mamma, ma con tutti e due insieme, non importa in quale casa... i bambini sono affidati a me, ma le visite sono frequenti, nel senso che il padre tiene i bambini 2/3 giorni a settimana, notti incluse, per cui comunque il papà lo vivono... spesso però quando lui me li riporta, Tommaso vuole proseguire la permanenza dal papà.. come ci dobbiamo comportare? è giusto accondiscendere a questa sua richiesta o dobbiamo essere ligi a quanto stabilito in modo che pian piano si abitui? i rapporti tra noi genitori sono ottimi... Che sia inoltre il caso che faccia parlare il bambino con qualcuno? Ha anche qualche altro suggerimento da darmi? La ringrazio infinitamente.

Risposta

Buongiorno Sara, la separazione dei genitori molto frequentemente è vissuta dai bambini come un trauma, che scatena profondi sentimenti di angoscia e spesso anche sensi di colpa legati al pensiero di essere in qualche modo responsabili della separazione dei propri genitori. Certo è che nel momento in cui i due genitori non vanno più d’accordo, anche per il bambino, è meglio la separazione piuttosto che vivere in una famiglia dal clima teso ed i cui propri genitori non sono felici e sereni. Il “non mi separo per i miei figli”, è una scusa usata fin troppo spesso da persone che sono incapaci di affrontare il percorso del lutto che la separazione comporta; una scusa che in realtà ai figli procura solo danni.

Ad ogni modo la reazione del piccolo Tommaso può essere dovuta alle emozioni di cui parlavo prima. Al momento per lui, che ha vissuto sin dalla nascita l'unione della famiglia, è difficilissimo accettare la vostra decisione di separarvi. Immagino che per voi la separazione sia stata una scelta maturata nel tempo, ma per lui è un cambiamento enorme nella sua vita che si è verificato in poco tempo, è come affrontare un lutto e questo richiede tempo.

Il fatto che i vostri rapporti siano rimasti ottimi è una grande risorsa su cui puntare. La richiesta di Tommaso mi sembra legittima e l'ascolto, il dialogo e l'affetto che gli state dedicando è sicuramente importante per dargli una maggiore sicurezza in un momento così duro per lui. Trovo che sia una buona idea consultare uno psicologo dell'età evolutiva, ma prima di tutto perché possa sostenere voi genitori nell'accompagnare Tommaso ad affrontare questo cambiamento. Un caro saluto.

N.B.: tutti i nomi sono puramente inventati.

Dott.ssa Celeste Petrelli