Rientra anche Bisceglie nel maxi blitz al clan “Di Cosola” e “Stramaglia”, effettuato questa mattina dalla Polizia a Bari e nella provincia barese. Sono stati colpiti dal provvedimento restrittivo ventotto presunti appartenenti ai due clan, tra i più agguerriti di Bari e della provincia barese, alleati tra loro per la gestione del traffico di sostanze stupefacenti, facenti capo allo stesso vertice. In ventiquattro sono stati sottoposti a misura di custodia carceraria. Settantadue sono invece gli indagati, ai quali in queste ore è in corso di notifica l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Oltre al capoluogo pugliese, l'operazione di polizia ha coinvolto altre città (Milano, Taranto, Adelfia, Valenzano, Giovinazzo, Triggiano, Sannicandro di Bari, Bitritto, Rutigliano e Palo del Colle) dove sono stati rintracciati e arrestati alcuni presunti esponenti del clan. Nelle città coinvolte, anche Bisceglie. Tra gli arrestati, infatti, c'è Ezio Ferri, referente del clan nella zona Giovinazzo-Bisceglie, dove le attività riguarderebbero anche la gestione dei servizi di sicurezza di alcune discoteche, come si legge nelle oltre 400 pagine dell’ordinanza di arresto stilate anche sulla base delle parole di collaboratori di giustizia. In manette anche Cosimo Di Cosola, classe 1972, fratello di Antonio, già detenuto. Cosimo di Cosola è considerato dagli investigatori il reggente del clan. Agli arrestati la Dda contesta, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico e alla commercializzazione di droga, tentato omicidio, porto e detenzione di armi da fuoco, anche da guerra, con l'aggravante del metodo mafioso. L'operazione della Squadra Mobile di Bari ha visto impegnati oltre 300 uomini della Polizia di Stato, coordinati dal Servizio Centrale Operativo (SCO) di Roma e dalla Questura di Bari, e si è avvalsa anche del supporto del Reparto Prevenzione Crimine "Puglia", dell'Ufficio Volanti, di Unità Cinofilie antidroga ed antiesplosivo e di elicotteri del Reparto Volo di Bari. Il provvedimento restrittivo è scaturito da una indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari denominata "Operazione Hinterland II", la quale rappresenta la naturale evoluzione dell'indagine "Hinterland" conclusasi a novembre del 2010, con l'esecuzione di un provvedimento applicativo di misure cautelari nei confronti di un centinaio di presunti appartenenti ai clan Di Cosola e Stramaglia. L`inchiesta ha accertato, tra le altre cose, il condizionamento di attività imprenditoriali, di recupero crediti nei confronti di commercianti in difficoltà economiche, nonché il tentativo di alterare la competizione elettorale, nel maggio del 2011, del Comune di Adelfia. La Polizia ha sequestrato nel corso dell`operazione beni mobili ed immobili, per un valore di oltre due milioni di euro.