“Molteplici criticità e lacune”. Sono quelle che, a parere della Federazione dei Verdi di Bisceglie, emergono dal progetto definitivo per la riqualificazione e pedonalizzazione di via Aldo Moro, approvato con la delibera 328/2015. “La prima constatazione che balza agli occhi è la difformità tra l’elaborato e le parole del sindaco Spina, il quale ha più volte dichiarato che le magnolie non saranno toccate”, attaccano i Verdi. “Ma Spina evidentemente non legge le delibere di giunta e i progetti allegati, che al riguardo riportano la seguente frase: ‘Il progetto prevede inoltre l’espianto degli alberi esistenti con il recupero e la messa a dimora di quelli utilizzabili, presso altri siti. In sostituzione di questi saranno piantumate nuove essenze arboree con sviluppo radicale e chioma compatibili con la zona di inserimento, i valori di esposizione alla luce e ponendo attenzione allo sviluppo futuro delle stesse per evitare danneggiamenti agli immobili ed alle pavimentazioni circostanti’. Nessuna Maurizio Parisirelazione tecnica sull’attuale stato di salute delle magnolie è allegata al progetto” continua Maurizio Parisi, componente esecutivo regionale dei Verdi-Puglia. “Quali sarebbero i siti individuati per il reimpianto, quale la percentuale di successo prevista, quale il periodo dell’anno indicato per il lavoro di trapianto? Mentre risulta chiaramente dal progetto ‘l’abbattimento di alberi adulti a chioma espansa’ per 14 arbusti e il ‘trapianto e ricollocazione in altro sito nell’ambito dello stesso giardino o area attigua’ per 60 arbusti”. “Altro aspetto che notiamo dalla lettura del progetto è la riduzione netta di alberi dopo la realizzazione del progetto, infatti a fronte delle attuali 74 magnolie si passerà a 41 nuove piante ‘arboree di prima scelta ad alto fusto’, con una perdita secca di 33 alberi sulla intera via”, si legge nella nota dei federazione dei Verdi di Bisceglie. “Quali essenze arboree in sostituzione delle magnolie? Gli alberi in città, oltre ad abbellirne le strade, svolgono una importantissima azione ambientale. Rendono vivibile l’ambiente fornendo ossigeno, assorbono la CO2, combattono il calore e danno refrigerio (ogni albero rinfresca quanto cinque climatizzatori), trattengono, tramite le foglie e le superfici della pianta, una grande quantità di particolato (PM10). Ma le essenze arboree non sono tutte uguali. Quale sarebbe l’essenza più adatta per via Aldo Moro? Qui il progetto inizia a mostrare tutti i limiti di un lavoro svolto senza la necessaria programmazione, senza le adeguate competenze specifiche, in assenza di un regolamento comunale del verde pubblico e privato, senza linee guida per la progettazione del verde pubblico. Infatti, notiamo l’assenza, tra i progettisti, di un agronomo paesaggista, che avrebbe potuto svolgere un importante lavoro di studio e pianificazione del verde pubblico. Nel progetto è elencata una lunga serie di essenze (circa 25) ma non ci è dato sapere chi e con quali criteri sceglierà quella che sostituirà le magnolie. L’unica cosa certa è che la dimora prevista per queste essenze, di profondità massima di 40 centimetri, è assolutamente insufficiente e porterà alla loro morte certa”. via_aldo_moro“Ulteriori dubbi solleviamo sulla necessità di realizzare un massetto di cemento con rete elettrosaldata su tutta la superficie della strada, quindi anche in prossimità degli alberi”, continua Maurizio Parisi. “Questa ulteriore impermeabilizzazione può condizionare lo sviluppo delle piante influendo negativamente sulla crescita e sulla funzionalità degli apparati radicali, così come già avvenuto in Piazza Vittorio Emanuele II. Ulteriore considerazione la facciamo sulla totale mancanza di garanzie di attecchimento richieste alla ditta appaltatrice, così come richiesto da altri comuni. Riteniamo che questo sia un punto molto importante per non continuare a vedere denaro pubblico sprecato in alberature che dopo pochi mesi dalla messa a dimora sono già secche, come uno dei due lecci appena piantumati in piazza San Francesco”. “Per questi e molti altri motivi”, concludono i Verdi, “chiediamo quindi al Sindaco Spina un pubblico incontro tra il responsabile del progetto, architetto Giacomo Losapio, l’amministrazione comunale ed i nostri esperti, convinti come siamo, che interventi di questa importanza debbano essere condivisi con l’intera cittadinanza”.