Operazione verità”. È così che il sindaco Spina definisce il suo intervento politico sulla Tari, la tassa sui rifiuti, recapitata alle famiglie biscegliesi in questi giorni. Per il primo cittadino l’'operazione verità' è necessaria per “smontare punto per punto le illazioni, le inesattezze, le menzogne create ad arte per screditare chi, invece, dati alla mano, lavora giorno per giorno per far crescere questa comunità. Amministratori che non hanno avuto paura di mettere in mora, prima, contestare poi ed infine annullare un contratto con il gestore del servizio di igiene che non riusciva a garantire gli standard qualitativi richiesti da una città importante come Bisceglie”.

Il sindaco inizia spiegando che “la Tari non è altri che la somma aritmetica dei costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalla comunità. I soldi della Tari non possono essere utilizzati o destinanti ad altre finalità”. Il primo cittadino prosegue poi sottolineando il ruolo determinate del governo nazionale sull’aumento della tassa: “Con la legge finanziaria del 2014, sostenuta da quasi tutte le forze politiche del Paese (Forza Italia, Pd, Udc) i comuni hanno dovuto obbligatoriamente coprire l’intero costo del servizi, mentre fino al 2013 la mia amministrazione prevedeva la copertura del 70% del costo complessivo. In pratica la finanziaria  ha costretto tutti i comuni italiani, tra cui il nostro,  ad aumentare del 30% la tassa che nei primi otto anni di amministrazione era rimasta invariata”.

“Con il sistema delle detrazioni”, spiega Spina, “abbiamo cercato di favorire, con sgravi specifici, le famiglie con redditi più bassi con detrazioni dal 30 al 70%, i contribuenti più disciplinati nella raccolta differenziata e nel rispetto dell’interesse pubblico (paga di meno chi adotta un cane, chi installa un sistema di videosorveglianza, chi realizza gli edifici con sistemi di rispetto ambientale e di risparmio energetici, chi promuove attivamente la differenziata)”. Per quanto concerne invece il tanto contestato sistema porta a porta, il sindaco di Bisceglie ha dichiarato che: “è obbligatorio ed è vietato l’utilizzo di bidoni stradali e la realizzazione di inceneritori che gli avversari della differenziata vorrebbero realizzare per chiudere il ciclo dei rifiuti”.

Il primo cittadino ha poi anche parlato di possibili riduzioni future del costo del servizio: “Il sistema di raccolta differenziata porta a porta  determina, in caso di superamento della soglia  del 65% (come ha fatto Bisceglie nel mese di maggio del corrente anno),  il dimezzamento progressivo della tariffa in ragione dei minori costi di biostabilizzazione, trasporto e conferimento in discarica dell’indifferenziato e il risparmio sull’ecotassa regionale. Gli effetti positivi dal punto di vista economico del nuovo sistema”, ha quindi affermato Spina, “si manifestano nell’anno di esercizio successivo a quello di avvio della nuova raccolta porta a porta:  a Bisceglie se saremo bravi a mantenere il 66% raggiunto, a maggio nel 2018, tutti noi pagheremo molto meno”.

Sul tema poi dell’abbandono dei rifiuti e dell’evasione della Tari, il sindaco ha chiarito: “Chi getta l’immondizia per strada o non paga la Tari determina indirettamente l’aumento della tassa stessa per i cittadini più diligenti. Per questo motivo la mia amministrazione ha introdotto sanzioni elevatissime, fototrappole in tutti i punti critici della città e ha messo a punto un progetto specifico per ‘catturare’ tutti gli evasori. Nel 2016 sono stati scovati circa mille evasori totali che saranno sanzionati”.

Per il futuro Spina ha dichiarato inoltre di voler attuare il sistema di tariffazione puntuale e di star studiando agevolazioni per “introdurre maggiormente l’utilizzo di cassonetti condominiali da custodire rigorosamente all’interno dei condomini strada e sostegni operativi per anziani e disabili che non possono scendere sistematicamente per ritirare i mastelli”.

Per Spina Bisceglie è “uno dei comuni con la percentuale di raccolta differenziata più alta  (66%) e con la pressione individuale in materia di Tari più bassa in Puglia”. Inoltre per il primo cittadino a Bisceglie, “si premiano i cittadini che fanno la raccolta differenziata in modo attivo con somme di denaro con la green card. Nei prossimi giorni, dopo aver ricostruito il database a causa del recente cambio del gestore del servizio, verranno pagate le somme residue del bonus green card 2015/2016 (circa 200 mila euro complessivi)”.

“Chi porta all’isola ecologica la differenziata la green card può giungere a compensare integralmente la Tari dovuta”, conclude Spina. “E lo sanno bene alcuni politici locali che pubblicamente sciacallano e protestano e in privato incassano senza avvisare gli altri concittadini di tale opportunità ingenti somme con la green card creata dall’amministrazione Spina, che continuerà anche nei prossimi anni”.