Si chiama “Giornata dell’Assaggiatore” la manifestazione dedicata interamente al vitigno autoctono “Nero di Troia” che si svolgerà al Nicotel Bisceglie (Via della Libertà, 62) domenica 13 novembre. Si tratta del terzo appuntamento dell’anno e rientra nel programma di formazione tecnica dedicata ai soci Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino) e non solo, organizzato da Onav Nazionale in collaborazione con la Sezione di Bat e Bari.

La giornata comincerà alle ore 10 con la presentazione del territorio di produzione e del vitigno Nero di Troia. Alle 10.45 spazio alla degustazione guidata di un’ampia selezione di vini ottenuti dal vitigno Nero di Troia, tra le eccellenze del territorio, prima del pranzo alle 13 e della conclusione della giornata alle 15.30. Interverranno Vito Intini, Presidente Nazionale Onav, Michelegiornata-assaggiatori-vino Alessandria, Direttore Nazionale Onav, e Pasquale Porcelli, Consigliere Nazionale e Delegato Onav Bat.

Da 65 anni ormai l’Onav organizza corsi annuali aperti a chiunque sia curioso di conoscere l’interessante e affascinante mondo del vino.

Il Nero di Troia è un vitigno che matura a inizio di ottobre, caratterizzato dalla buccia nera e spessa, con polpa carnosa e dolce. Secondo la leggenda l’eroe greco Diomede, conclusasi la guerra di Troia, navigò per il mare Adriatico fino a risalire il fiume Ofanto e lì, trovato il luogo ideale, fondò varie città fra cui l’antica Canusium e vi piantò quei tralci di vite che aveva portato con sé come ricordo e che diedero origine all’Uva di Troia.

Leggenda a parte, la prima pubblicazione scientifica in cui compare la denominazione Uva di Troia o Vitigno di Canosa risale al 1875, quando il direttore della cantina sperimentale di Barletta, il professor Giuseppe Frojo, membro del comitato Ampelografico Centrale, con l’intenzione di rispolverare l’antica leggenda, ribattezzò il vitigno della vicina e antica Canusium Uva di Troia. Prima di allora, invece, si era sempre utilizzata la denominazione Vitigno di Canosa, come confermato da una memoria pubblicata nel 1844 a firma di Achille Bruni, docente di Botanica all’Università di Napoli e curatore della Nuova Enciclopedia Agraria. Nella descrizione, indicando i vitigni indigeni a bacca rossa coltivati nel territorio ofantino, il Bruni cita precisamente: Vitigno di Canosa, Zagarese e Gaglioppo.

Oggi il Nero di Troia è il terzo vitigno autoctono a bacca nera più diffuso della regione (circa 2.500 ettari) e contraddistingue la vitivinicoltura del centro-nord della Puglia, trovando la sua terra d’elezione sui terreni calcarei delle colline dell’Alta Murgia, dove è alla base dei vini rossi della denominazione Castel del Monte (circa 1.900 ettari), e della Capitanata.